Passato, presente e futuro

di Pietro Spagnulo

Einstein dimostrò che la nostra idea del tempo è sbagliata.
Il tempo non esiste da solo, così come non esiste lo spazio. Esiste, dimostrò Einstein, lo spazio-tempo.
Spazio e tempo sono così strettamente collegati che una persona che viaggia nello spazio, che lo voglia o no viaggia anche nel tempo, e viceversa.
Ma la nostra idea del tempo è davvero sfortunata.
Anche la psicologia dimostra che ne abbiamo una concezione distorta.
Se pensiamo al futuro, ad esempio, non stiamo letteralmente pensando al futuro, ma stiamo fantasticando nel presente mettendo insieme ricordi del passato e idee sul futuro.
Allo stesso modo, se pensiamo al passato non stiamo letteralmente pensando al passato, ma stiamo fantasticando nel presente mettendo insieme idee e ricordi del passato.
Ma in entrambi i casi passato e futuro non esistono. Il passato non esiste più e il futuro deve ancora arrivare, anche quando pensiamo di pensarli. Passato e futuro esistono solo come creazioni della nostra immaginazione nel presente.
Da qui nasce l'idea che la salute mentale dipende dalla nostra consapevolezza di vivere nel presente anche le rappresentazioni del passato e del futuro.
Quando siamo presi da anticipazioni catastrofiche del futuro, ad esempio, può essere molto interessante riconoscere l'attività mentale che avviene sotto i nostri occhi nel presente. Un'attività mentale che crea immagini, suoni, colori, nel momento presente. Non nel futuro. Non sappiamo nulla del futuro. Ma possiamo conoscere la nostra attività mentale nel presente.
Tutte le nostre preoccupazioni non hanno nulla a che fare con il futuro, ma con il nostro presente.
Non stiamo parlando ovviamente delle previsioni del futuro. Stiamo parlando delle preoccupazioni nevrotiche che modificano il nostro comportamento nel presente limitando il nostro raggio di azione e la libertà personale e a volte creano addirittura le premesse perché le nostre preoccupazioni si realizzino effettivamente.
Se sono molto preoccupato di imbarazzarmi quando parlerò in pubblico, sono già imbarazzato, ancor prima di parlare in pubblico. Ma questa non è una previsione è un cortocircuito in cui la mia preoccupazione di imbarazzarmi crea l'imbarazzo. Oppure eviterò di parlare in pubblico. In entrambi i casi il mio comportamento viene modificato dall'attività mentale nel presente. E quel che è più grave, mi sembrerà in questo modo di aver previsto il futuro e di aver agito di conseguenza.
Ma in realtà ho solo creato un presente carico di immaginazioni con la conseguenza di fuggire dalla mia vita.
La consapevolezza del presente che si sviluppa lavorando con la mindfulness aiuta a riconoscere l'attività mentale catastrofizzante in quanto tale nel presente.
La pratica della mindfulness aiuta ad affrontare le immaginazioni esattamente come risuonano nel presente, senza confonderle con il futuro che deve ancora arrivare e pertanto non esiste.
Perché, in una certa misura, siamo noi a creare il nostro futuro.