Migliorare l'autostima

di Pietro Spagnulo

Scarsa autostima? Sbagliato! La psicologia contemporanea ha completamente abbandonato un'idea "muscolare" dell'autostima, cioè un'idea in cui l'autostima sia come un muscolo che possa essere allenato e quindi gonfiato.
L'autostima non è qualcosa che possa essere aumentata o diminuita, che può essere abbondante o scarsa.
L'idea scientifica dell'autostima è molto più complessa in quanto ha a che fare con chi siamo, con chi crediamo di essere e con chi riteniamo dovremmo essere.
Se, ad esempio, ritengo che una persona per essere "stimabile" debba essere sempre perfetta, posso cadere nella trappola di "non stimarmi" alla minima imperfezione.
Il problema, in questo caso, non è una scarsa autostima, ma in un'ideale irrealistico di perfezione a cui non potrò mai adeguarmi.
Non avrebbe dunque alcun senso tentare di far crescere la mia autostima. Le premesse sono tali per cui non potrò mai stimarmi per la semplice ragione che non sarò mai perfetto.
E quindi devo lavorare sul mio ideale di perfezione.
Altre volte può accadere di pensare che io sia una persona da giudicare e tutti gli altri sono dei giudici. Ne deriva che io sono stimabile solo se tutti mi stimano. E dal momento che si tratta anche qui di un ideale impossibile, posso arrivare a pensare che essendo tutti gli altri i miei giudici sono per definizione migliori di me. In questo caso posso sviluppare un atteggiamento rinunciatario con la conseguenza di vedere confermata la mia "inferiorità" rispetto agli altri. In questi casi bisogna lavorare sull'idea irrealistica in cui io sia la persona da giudicare e gli altri i giudici.
Oppure può capitare di ritenere che io possa stimarmi solo se sono migliore degli altri e quindi posso finire per essere molto competitivo, arrogante, presuntuoso.
Anche qui il problema non è nell'autostima, che in questo caso appare come un "eccesso di autostima", ma nell'idea distorta per cui solo se sono migliore degli altri posso stimarmi.
I problemi di autostima non si risolvono dunque cercando di aumentare o diminuire l'autostima, ma riconoscendo le idee che abbiamo di noi stessi e di come pensiamo dovremmo essere.
E il risultato di questo lavoro è un'autostima sana in cui apprendiamo ad apprezzare di noi stessi ciò che facciamo bene e impariamo ad essere tolleranti con noi stessi per ciò in cui non eccelliamo. Sta a noi poi decidere se ci interessa migliorare alcuni aspetti di noi, oppure tollerare se in alcune cose non siamo bravi, perfetti, o i migliori, sempre e a tutti i costi.
Con queste premesse credo che sia più facile capire che l'autostima è solo una risultante, un riflesso di come ci rappresentiamo e di come riteniamo "dovremmo" essere. È qui che risiede la chiave per risolvere i problemi di autostima, non nell'esercizio dell'autostima in se stessa.
Vedi anche la pagina Autostima.