La mediazione familiare è un servizio di counseling specializzato che ha lo scopo di dirimere conflitti tra coniugi o conviventi in via di separazione o divorzio o già separati o divorziati, e di favorire la negoziazione di soluzioni per il soddisfacimento dei bisogni, il rispetto dei diritti e la cura degli interessi di tutti, con particolare riguardo ai figli.
Tecnicamente, si tratta di un percorso di negoziazione che ha il fine di strasformare un processo conflittuale in un processo di tipo win-win (che in inglese significa: vinci-vinci).
Tra i due processi vi è una differenza radicale.
In un'ottica conflittuale si persegue la vittoria grazie alla sconfitta del contendente.
In un'ottica win-win si persegue il massimo vantaggio per tutti.
L'esempio sociale estremo di processo conflittuale è la guerra. Quando due paesi sono in guerra prevalgono sentimenti ostili, diffidenza, attribuzione di colpe, responsabilità ed ogni forma di spregevolezza e negatività al contendente. Sebbene non si possa escludere che in alcuni casi la guerra sia l'unica soluzione possibile, bisogna ricordare che il suo costo è enorme sia per i vinti che per i vincitori, e può essere incalcolabile per le vittime innocenti. Allo stesso modo, sebbene non possa escludersi in via di principio che alcune contese tra coniugi non possano avere altri sbocchi che la controversia giudiziaria, è anche qui utile ricordare che, in ogni caso, il costo economico, sociale ed emotivo per i contendenti e soprattutto per i figli è sempre oneroso ed a volte disastroso.
Si ricorda, a questo proposito, che in un'ottica conflittuale è spesso evidenziabile la tendenza ad utilizzare i figli come strumenti per azioni ostili nei confronti del coniuge.
Un esempio sociale di processo win win è costituito dagli accordi nel mondo degli affari. Un accordo vantaggioso è vantaggioso per tutti i soggetti che vi partecipano. Infatti, un accordo che dovesse rivelarsi non vantaggioso per qualche membro è destinato comunque ad essere disatteso o bruscamente interrotto e quindi alla fine risulta non conveniente neanche per chi sembrava ne potesse ricevere solo vantaggi. E' per questa ragione che i grandi imprenditori e manager sono sempre alla ricerca di accordi che rechino i massimi vantaggi per tutti e quindi sono attenti ai bisogni ed interessi dei loro partner e collaboratori.
Allo stesso modo, per ottenere i massimi vantaggi tra ex coniugi ed i massimi vantaggi per i figli, è essenziale essere disponibili a tenere conto dei bisogni ed interessi di tutti.
Il difficile lavoro di mediazione familiare consiste proprio in questo, aiutare i genitori a rinunciare alle richieste che hanno un puro scopo conflittuale ed ostile (distruttivo verso il contendente) e consentire la libera espressione di bisogni affinché possano essere materia di accordo esplicito. Inoltre consiste nell'aiutare i genitori a dotarsi di strumenti che li rendano capaci di modificare gli accordi in caso di sopravvenute nuove condizioni oggettive.
E' per questa ragione che il mediatore familiare non è un solutore di controversie né un suggeritore di soluzioni, ma è un facilitatore di una comunicazione che sia sufficientemente sana, tale da favorire la ricerca di accordi spontanei.
Si possono enumerare diversi approcci alla mediazione familiare, ma tutte le scuole e gli orientamenti più importanti, pur dando enfasi diversa talora ad un aspetto, talora ad un altro, riconoscono che il suo ruolo primario è il superamento del conflitto (o comunque dei suoi aspetti deteriori) e la negoziazione di accordi nell'interesse soprattutto dei figli.
Sebbene la mediazione familiare possa costituire una opportunità di crescita personale per tutti i membri della famiglia, il suo scopo principale non è psicoterapeutico. Pertanto, la mediazione familiare è distinta dalla terapia familiare e dalla psicoterapia in genere, sebbene possa utilizzarne alcuni strumenti di osservazione e di intervento.
E' per questa ragione che la mediazione familiare sta lentamente acquisendo dei metodi propri di valutazione e di intervento, relativamente indipendenti dalle scuole di psicoterapia.
Il lavoro di mediazione familiare si svolge generalmente nell'arco di un tempo breve (pochi mesi) ed ha degli obiettivi molto definiti. Spesso, infatti, il conflitto è relativo ad aree molto specifiche (generalmente questioni relative al patrimonio, all'attribuzione dell'abitazione, all'affidamento, alla frequentazione ed alla educazione dei figli).
Generalmente i figli sono esclusi dalle sedute di mediazione familiare, in quanto si ritiene che debbano essere liberati dal carico emotivo di un conflitto che non appartiene a loro, piuttosto che esserne vittime o testimoni sofferenti.
I genitori debbono dunque essere educati alla possibilità di dirimere direttamente tra di loro le divergenze, riducendo al minimo il coinvolgimento dei figli.
A questo proposito è importante sottolineare che in Italia è in via di approvazione un progetto legislativo che prevede l'affido congiunto e l'esplicito ricorso preferenziale alla mediazione familiare piuttosto che alla controversia legale.



Mediazione familiare



