La Schizofrenia è un disturbo mentale caratterizzato dalla tendenza a confondere la realtà con l'immaginazione e dalla difficoltà a riconoscere ed occuparsi di più livelli della realtà contemporaneamente. L'effetto evidente di queste difficoltà è un comportamento caratterizzato da talune inadeguatezze e bizzarrie comportamentali e difficoltà relazionali. I disturbi cognitivi che determinano la Schizofrenia non hanno nulla a che fare con l'intelligenza che può essere anche molto spiccata. Allo stesso modo, chi soffre di questo disturbo può essere dotato anche di talenti molto pronunciati (si ricorda il caso di John Nash, interpretato in un noto film da Russel Crowe, premio Nobel per la matematica e affetto da Schizofrenia).
Questa definizione molto generale e approssimativa non rende merito alla grande varietà dei sintomi ed alla variabilità della gravità del disturbo che può manifestarsi in modo appena percettibile come in modo estremamente grave.
La diagnosi di Schizofrenia si basa sulla presenza di almeno due tra i seguenti sintomi della durata di almeno un mese:
Deliri
Allucinazioni
Alterazioni del linguaggio
Comportamento disorganizzato
Sintomi negativi, come l'anaffettività o la mancanza di spirito di iniziativa
Questi sintomi sono associati ad alterazioni delle funzioni sociali come il lavoro, le amicizie, la cura di sé, gli affetti, le relazioni con gli altri.
I sintomi sono spesso preceduti da un periodo prodromico in cui sono presenti sfumate alterazioni cognitive, affettive e comportamentali e sono spesso seguiti dai cosiddetti sintomi residuali o cronici, caratterizzati da sintomi prevalentemente negativi oppure dagli stessi sintomi della fase critica, ma in misura molto attenuata. Il decorso della Schizofrenia è caratterizzato dunque da una fase prodromica, da un esordio, da sintomi acuti, e da una fase residuale con più o meno frequenti riattivazioni di fasi acute (detti "scompensi").
Il periodo prodromico, caratteristico della pre-adolescenza e adolescenza, ha assunto negli ultimi anni una grande importanza in quanto si è visto che le terapie precoci possono modificare sensibilmente il decorso della malattia (Meneghelli, 2000).
L'estrema varietà dei possibili sintomi viene raccolta in tre varianti:
Schizofrenia paranoidea
Prevalgono deliri di tipo persecutorio (la convinzione di essere perseguitati, seguiti, additati e considerati dagli altri come nemici o persone speciali). In questa tipologia di Schizofrenia il pensiero e il linguaggio possono essere anche più organizzati e funzionali, ma le convinzioni deliranti possono distruggere i rapporti e le funzioni sociali.
Schizofrenia disorganizzata
Prevalgono sintomi produttivi caratterizzati da bizzarrie, linguaggio incoerente e poco comprensibile, affettività piatta o imprevedibile.
Schizofrenia catatonica
Prevalgono sintomi psicomotori caratterizzati da marcata riduzione della mobilità (fino alla totale immobilità) o al contrario da mobilità eccessiva, negativismo, mutismo, ripetizione senza senso di parole o frasi (ecolalia).
Si stima che la Schizofrenia sia presente nell' 1% della popolazione e che si manifesta un nuovo caso ogni 10.000 abitanti ogni anno.
Poco si conosce sulle cause, ma si ritiene sempre di più che vi sia una importante componente genetica.
Nonostante la gravità del disturbo, sono oggi disponibili terapie farmacologiche e psicologiche molto efficaci che possono consentire in alcuni casi di vivere una vita pressoché normale.
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