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Psicofarmaci

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Gli psicofarmaci sono i farmaci utilizzati per modificare alcune funzioni psichiche.

Sebbene vengano utilizzati soprattutto in psichiatria per la cura dei Disturbi mentali, gli psicofarmaci possono essere impiegati anche in medicina e in chirurgia, come ad esempio per la preparazione ad interventi chirurgici, per alleviare il dolore, per favorire il sonno in circostanze in cui è necessario il riposo, etc.

Come tutti i farmaci, gli psicofarmaci contengono i principi attivi, cioè le sostanze che sortiscono l'effetto desiderato, ed altre sostanze che hanno funzioni complementari, come, ad esempio, dare consistenza, sapore, supporto fisico, oppure per favorire l'assorbimento o per evitare effetti secondari.

I principi attivi hanno degli effetti desiderati (cioè gli effetti ricercati per finalità terapeutiche) e degli effetti indesiderati o collaterali. Infine, gli psicofarmaci hanno, come tutti i farmaci, una intrinseca tossicità che può essere legata alla quantità assunta, ma anche ad altri fattori.

Sebbene esistano numerose classificazioni degli psicofarmaci, ed ognuna di esse ha i suoi vantaggi e svantaggi, è utile ricordare la classificazione tradizionale che fa riferimento ai rispettivi scopi terapeutici più importanti.

Nella classificazione tradizionale, dunque, gli psicofarmaci si dividono in quattro grandi classi, ma bisogna ricordare che farmaci appartenenti a ciascuna di queste classi possono essere impiegati per scopi completamente diversi dalla classe di appartenenza. E' il caso, ad esempio, sebbene siano classificati come antidepressivi, alcuni farmaci che sono impiegati comunente per la depressione, possono essere utilizzati per gli attacchi di panico o per il disturbo ossessivo compulsivo.

  • Ansioliltici e sedativi

  • Antidepressivi

  • Stabilizzatori dell'umore

  • Antipsicotici

Di ciascuna classe elencata possono essere considerati due aspetti fondamentali:

1. effetti terapeutici e indicazioni terapeutiche

2. effetti collaterali, tossici e controindicazioni

In genere, la scelta dei farmaci per una specifica persona dipende sia dagli specifici effetti desiderati, sia dal bilanciamento di effetti deisiderati, indesiderati e controindicazioni. Ad esempio, per una certa persona, un farmaco può essere indicato per un determinato problema, ma controindicato per un altro, e quindi va scarato. Oppure, alcuni effetti collaterali possono avere incidentalmente una influenza positiva nel trattamento di una certa persona. Infine, è possibile che tra gli effetti desiderati ve ne siano alcuni che sono preponderanti in un farmaco e meno significativi in un altro e quindi è possibile che sia preferibile la scelta di uno o l'altro in funzione delle necessità individuali.

 

Ansiolitici
Hanno una spiccata funzione rilassante e/o di induzione del sonno. Le linee guida internazionali suggeriscono un uso limitato degli ansiolitici che non mostrano avere alcuna azione "curativa", ma solo sintomatica. Dunque è preferibile il loro utilizzo in circostanze di emergenza, ma non in modo continuativo. Inoltre, gli ansiolitici hanno una spiccata tendenza a creare dipendenza.

Antidepressivi
Agiscono sugli stati depressivi gravi e medi, riducendone l'intensità o anticipando la conclusione di un episodio depressivo. Nelle forme lievi-medie la loro efficacia è dubbia. Generalmente l'effetto comincia a farsi sentire dopo due settimane dalla prima somministrazione. I nuovi farmaci antidepressivi, soprattutto i cosiddetti SSRI, hanno una efficacia sovrapponibile a quelli più vecchi e più potenti, ma minori effetti collaterali. Pertanto sono relativamente ben tollerati, ma devono essere assunti solo dopo un'accurata visita medica che escluda la presenza di alcune malattie e condizioni fisiche che possono rappresentare un rischio per l'assunzione.

Antipsicotici
Le funzioni degli antipsicotici sono di due tipi: 1. riduzione dell'agitazione, 2. riduzione dei deliri e allucinazioni. I diversi farmaci antipsicotici sono in genere prescritti a seconda degli effetti terapeutici che si desiderano ottenere (alcuni antipsicotici sono maggiormente attivi come calmanti, altri riducono l'intensità dei deliri e allucinazioni) e degli effetti collaterali che si desidera evitare (alcuni farmaci antipsicotici hanno un notevole effetto parkinsonizzante, in altri termini determinano una sorta di morbo di parkinson), altri determinano rischi ematologici, etc.

Stabilizzatori dell'umore
Hanno la funzione di ridurre le oscillazioni dell'umore nel disturbo bipolare, caratterizzato dal manifestarsi di episodi depressivi o di eccitazione.


Sebbene esistano altri criteri di classificazione, la divisione in base alle funzioni fondamentali risulta la più semplice ed immediata. Nonostante l'enorme varietà di molecole, gran parte degli psicofarmaci rientrano pienamente in una di queste classi.

La scelta delle molecole adatte nelle diverse patologie dipende non solo dalla loro funzione generale, ma anche dal diverso grado di attività di ciascuna molecola per diverse funzioni. Ad esempio, in alcuni casi è preferibile utilizzare degli ansiolitici con prevalente azione rilassante, in altri casi è preferibile utilizzare ansiolitici con prevalente azione di induzione del sonno. Un altro esempio è dato dagli antipsicotici. In alcuni casi è preferibile utilizzare dei farmaci con prevalente azione sull'agitazione, in altri casi è preferibile utilizzare molecole con prevalente azione anti delirante o anti allucinatoria.

Un altro criterio importante di scelta della specifica molecola è dato dal tipo di effetti collaterali prevalenti. Ad esempio, in alcuni casi è importante evitare effetti collaterali sul sistema cardiocircolatorio (ipotensione, aritmie), in altri casi è più importante evitare effetti collaterali sul sistema nervoso (parkinson).

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 16:31  

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