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Vincere la timidezza e la fobia sociale

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Copertina ebook Vincere la timidezza e la fobia socialeC'è un limite a tutto. A cosa serve sprecare le proprie vocazioni e la propria intelligenza temendo di stare con gli altri? Il punto di partenza di questo ebook di Pietro Spagnulo è che vincere la timidezza o la fobia sociale è non solo un diritto, ma un dovere verso se stessi, per la propria crescita personale.

I capitoli del libro snocciolano i passi fondamentali per scoprire i segreti di questo disturbo e le strategie per superarlo completamente e definitivamente. Non è solo una questione di analisi psicologica, ciò che risulta fondamentale è l'impegno a cambiare alcuni atteggiamenti che amplificano il problema invece di risolverlo.

E allora si comincia con l'apprendere a pensare realisticamente, per poi iniziare ad usare la propria attenzione in modo nuovo, aperto e creativo, rivolta verso il mondo invece che soffocata dai propri pensieri catastrofici. Non mancano le tecniche dettagliate per apprendere a calmarsi anche in situazioni difficili e le strategie di esposizione più accreditate nella comunità scientifica.

Un libro da non perdere.

Leggi la scheda dettagliata.

Maggiori informazioni sulla Fobia sociale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 15:14
 

Le psicoterapie oggi

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di Pietro Spagnulo

L'ACT, o Acceptance and Commitment Therapy, è senz'altro uno dei più interessanti modelli di psicoterapia contemporanea.

Ma non voglio che questa affermazione sia interpretata come una mia proposta di dogma. Proverò pertanto a spiegare le sue ragioni.

La psicoterapia, per come l'intendiamo noi occidentali, è nata sostanzialmente con Freud. E' a Freud che dobbiamo l'idea cardine di curare le persone con strumenti psicologici e con la stessa dignità scientifica delle cure farmacologiche o chirurgiche.

Nel tempo gli strumenti di cura psicologici si sono evoluti e raccolti in tre grandi etnie: psicoanalitica, sistemica, e cognitivo-comportamentale.

Ciascuna di queste etnie si divide a sua volta in tribù, clan e famiglie, spezzettando il quadro degli approcci psicoterapeutici esistenti in oltre 500.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 09:35 Leggi tutto...
 

Inconscio

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di Pietro Spagnulo

Il termine inconscio è frequentemente utilizzato in modo estremamente impreciso, vago, ambiguo o persino incongruo.

Dal momento che il termine "Inconscio" viene utilizzato soprattutto in ambito psicoanalitico, questo articolo si occupa, necessariamente, di un'argomentazione critica di alcuni assunti della psicoanalisi.

Da questo punto di vista, è interessante considerare che gran parte del successo e poi del lento declino della psicoanalisi siano stati fondati e si fondino sulla indeterminatezza del concetto di incoscio.

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 12:47 Leggi tutto...
 

Mindfulness per la psicoterapia e gli psicoterapeuti

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Mindfulness per la psicoterapia e gli psicoterapeuti

Corso ECM per specialisti in psicoterapia
Roma 12-13-14 novembre 2010

Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso “Mindfulness per la psicoterapia" tenuto da Michael Chaskalson e Pietro Spagnulo (guarda una video intervista).

Michael Chaskalson è Masters Degree in Applicazioni cliniche della Mindfulness; insegna la Mindfulness al Dipartimento di Psicologia della Università di Bangor (UK). Ha più di trent'anni di esperienza ed è autore numerose pubblicazioni sul tema della Mindfulness.

Attualmente è autore di un libro sulla Mindfulness in corso di pubblicazione dell'editore internazionale Wiley-Blackwell. Ha curato il training in Mindfulness di centinaia di pazienti sia privatamente che nel Servizio Sanitario inglese.

Pietro Spagnulo, Psichiatra e psicoterapeuta, da alcuni anni si dedica alla pratica personale della mindfulness con la guida di Michael Chaskalson. Studia e pratica le applicazioni cliniche della mindfulness soprattutto nel campo dell'ansia e del disturbo di panico. Recentemente ha pubblicato "Mindfulness - La meditazione per la salute" (Ecomind, 2009). Conduce da molti anni un programma antipanico per chi soffre di Disturbo di Panico, basato sulla terapia cognitivo comportamentale di terza generazione e la mindfulness, per il disturbo di panico.

OBIETTIVI DEL CORSO

L'integrazione della mindfulness all'interno del lavoro psicoterapeutico è un processo in grande fermento ed espansione e non si limita al protocollo MBCT. Questo corso intende far scoprire ai partecipanti le vaste potenzialità di utilizzazione della mindfulness grazie all'apprendimento dei costituenti fondamentali ed all'allargamento della visione dei campi di applicazione.

VALORE FORMATIVO

Introdurre i partecipanti ai metodi ed alle tecniche di utilizzazione della mindfulness in psicoterapia. Porre le basi per la pratica personale di mindfulness e fornire precise indicazioni  su come mettere direttamente in pratica nel lavoro clinico le abilità di ascolto con la mindfulness. I partecipanti potranno dunque avere una percezione diretta di alcuni strumenti e alcune tecniche basilari della mindfulness per se stessi, per l'attività clinica e per i propri pazienti.

Crediti ECM richiesti

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 14:36 Leggi tutto...
 

Guarire dal panico

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di Pietro Spagnulo

Cosa vuol dire guarire dagli attacchi di panico?

La stragrande maggioranza di coloro che soffrono di questo disturbo sono convinti che per guarire dal panico bisognerebbe non avere più attacchi di panico.

Questa convinzione è parzialmente erronea.

L'idea che per guarire dagli attacchi di panico bisogna non averne, conduce purtroppo ad un circolo vizioso caratteristico del Disturbo di Panico: la paura di avere degli attacchi di panico non fa altro che predisporre ad averne!

Per guarire dagli attacchi di panico bisogna superare la paura di avere altri attacchi di panico.

Chi legge queste righe e soffre del disturbo molto probabilmente penserà: "Ma che sciocchezza. E' facile parlare quando non si soffre di attacchi di panico!".

Anche questo è solo parzialmente vero. Certo, chi non soffre di questo disturbo per definizione non è terrorizzato all'idea di avere degli attacchi di panico. Ma non bisogna trascurare un elemento fondamentale:

Una persona su tre ha avuto almeno un attacco di panico nel corso della sua vita. Ma solo una su centoventi soffre di Disturbo di Panico.

Come si spiega allora che moltissime persone, pur avendo avuto degli attacchi di panico non soffrono di Disturbo di Panico?

Si spiega appunto con il fatto che chi non soffre di Disturbo di Panico semplicemente non teme di avere altri attacchi di panico, anche se ne ha già avuti.

La domanda giusta allora è: come si fa a non aver più paura di avere attacchi di panico?

La terapia cognitivo comportamentale ha come obiettivo fondamentale la riduzione della paura di avere attacchi di panico. E per ottenere questo scopo utilizza tre strategie.

La prima strategia consiste nel capire che anche se si ha un attacco di panico, non accade nulla di pericoloso. Questo non guarisce, ma è un bel sollievo saperlo con certezza.

La seconda strategia consiste nell'apprendere delle tecniche molto efficaci per calmarsi quando si è nel panico. Intendiamoci, su questo vi sono molti equivoci. Alcuni terapeuti inesperti insegnano delle tecniche di rilassamento illudendosi di insegnare a calmarsi. Non è sufficiente apprendere a rilassarsi: bisogna apprendere a calmarsi!

La terza strategia consiste nell'allenarsi ad affrontare quelle circostanze che sono generalmente evitate.

L'insieme di queste tre strategie è la terapia cognitivo comportamentale standard per il panico.

Per maggiori informazioni vai su Centri Anti Panico

 

 
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